Tsipras in Cina a caccia di investimenti

Il primo ministro greco Alexis Tsipras si è recato in Cina per consolidare i rapporti con Pechino e attrarre i suoi investimenti.

Durante il viaggio, questi ha incontrato il presidente Xi Jinping e il premier Li Keqiang. I rispettivi governi hanno firmato una serie di accordi per settori quali cultura, educazione, finanza, turismo e tecnologia. Tsipras si è anche recato al quartier generale del gigante tecnologico Huawei e ha incontrato Wang Jianlin, proprietario del gruppo Wanda e uomo più ricco della Cina.

L’argomento più rilevante della visita del leader greco è stato senza dubbio il passaggio della maggioranza delle azioni del porto del Pireo all’azienda cinese Cosco (che lì gestiva già due terminal), ratificato dal parlamento greco la settimana scorsa. Tsipras ha detto che questo accordo consentirà una maggiore cooperazione finanziaria tra i due paesi.

Eppure, subito dopo aver vinto le elezioni lo scorso anno, il primo ministro greco aveva annunciato di voler fermare la privatizzazione del porto. Le necessità economiche del suo paese sembrano avergli fatto cambiare idea. L’accelerazione delle privatizzazioni infatti era una delle condizioni imposte dai creditori per dare il via libera alla nuova tranche di aiuti necessaria per pagare i prestiti in scadenza a luglio e scongiurare il default.

Il controllo del porto del Pireo è un risultato molto importante per Pechino nell’ambito del progetto commerciale e infrastrutturale “Una cintura, una via” (ispirato alle antiche vie della seta) che collegherà la Cina all’Europa. Pechino vuole trasformare l’hub greco in un centro logistico da cui smistare via treno nel resto del Vecchio Continente le merci cinesi giunte per mare attraverso il canale di Suez. In tale contesto sarà rilevante il ruolo della linea ferroviaria ad alta velocità Belgrado Budapest, la cui costruzione è finanziata sempre da Pechino.

Il ruolo conferito dalla Cina al porto del Pireo non è una notizia positiva per l’Italia. Questa vorrebbe sfruttare la propria posizione strategica in mezzo al Mar Mediterraneo al fine di intercettare  – come la Grecia – il commercio marittimo cinese. In tale contesto si considerino due progetti in via di sviluppo: quello dei porti di Venezia, Marghera, Ravenna, Trieste, Capodistria (in Slovenia) e Fiume (in Croazia), che vogliono creare una moderna rete portuale lunga le nuove vie della seta; la costruzione di una grande rete ferroviaria ad alta velocità per unire l’Europa all’Asia promosso dal Railway silk road cities forum. Ad esso partecipano ad oggi 30 città e ha come sede europea Torino.

Il controllo del porto del Pireo da parte dei cinesi e gli investimenti che ne conseguiranno in terra greca potrebbero consacrarlo come l’hub più importante per Pechino nel Mar Mediterraneo e complicare i progetti italiani.

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