Le armi della Cina sulle isole contese

Il mio commento odierno per la rassegna quotidiana di Limes sull’istallazione di missili terra-aria da parte della Cina sull’isola di Woody nel Mar Cinese Meridionale.



Sembra proprio che Pechino abbia schierato due batterie antimissile su Woody Island, un’isola delle Paracelso, l’arcipelago del Mar Cinese Meridionale rivendicato dall’Impero del Centro, dal Vietnam e da Taiwan.

Nelle stesse acque, sull’isola di Duncan, la Cina sta costruendo una base per elicotteri. Le immagini satellitari dell’apparente installazione militare cinese sono state mostrate da Fox News proprio mentre in California si chiudeva – senza menzionare Pechino – il vertice Asean. 

 

Commenta per noi Giorgio Cuscito:

 
La presenza di missili terra-aria sull’isola artificiale di Woody (per i cinesi Yongxing, nell’arcipelago delle Paracel) conferma la risolutezza con cui Pechino sta affermando la sua sovranità nel Mar Cinese Meridionale. Il controllo di questo strategico bacino d’acqua è conteso con Vietnam, Taiwan, Filippine, Brunei e Malaysia, i quali sono impegnati nella costruzione delle medesime infrastrutture erette dall’Impero del Centro, seppur con minor vigore. 
 
L’installazione dei missili da parte di Pechino non è una notizia sorprendente. Del resto sull’isola di Woody, rivendicata anche da Taipei e Hanoi, sono state già costruiti una pista d’atterraggio lunga quasi 3 chilometri, un presidio militare, quattro grandi hangar e sistemi di comunicazione. Entro un anno l’azienda energetica Sinopec vi costruirà anche una stazione di servizio. 
 
Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha affermato: “mi auguro non sia il tentativo di certi media occidentali di fabbricare notizie, questi si dovrebbero concentrare sui servizi pubblici offerti dalla Cina nel Mar Cinese Meridionale”…“la costruzione di strutture difensive, limitate e necessarie, sulle isole artificiali rientra pienamente nel diritto di autodifesa di un paese in accordo con il diritto internazionale, Non è criticabile”. Tradotto: queste sono le nostre isole e non siamo noi che vogliamo alzare la tensione in Asia Pacifico. 
 
In tal senso, le operazioni condotte negli ultimi mesi dalle Forze armate Usa in prossimità delle isole artificiali in nome della libertà di navigazione e gli accordi militari tra americani e paesi vicini rappresentano dalla prospettiva di Pechino l’assist per proseguire le attività sulle isole artificiali. 
 
La Cina non lo ammetterà, ma sta imprimendo una forte accelerazione alla militarizzazione del Mar Cinese Meridionale. Se i paesi dell’Asia Pacifico – con il sostegno degli Usa – seguiranno la stessa strada, questo bacino d’acqua rischia di diventare molto presto una vera polveriera.

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