Mattarella in Cina

Mio commento per Limes sul viaggio del presidente italiano alla corte di Xi Jinping.

I dossier affrontati dal presidente italiano Sergio Mattarella con l’omologo cinese Xi Jinping e il primo ministro Li Keqiang, durante la visita del capo di Stato in Cina, sono quelli su cui gli interessi nostrani e mandarini si sovrappongono.

In primo luogo, l’incremento dell’interscambio commerciale e degli investimenti nella Penisola, la collaborazione nei campi dell’innovazione tecnologica e industriale, della scienza medica, dell’aerospazio, dell’elettronica e dell’energia. Ovvero i settori in cui il know-how italiano può contribuire alla crescita cinese. A margine dell’incontro Mattarella-Xi, sono stati firmati 13 accordi per 5 miliardi di euro.

In secondo luogo, la promozione di un ruolo più attivo dell’Italia nella Belt and Road Initiative (Bri). Anche se la Penisola non figura come meta della Bri nella più recente cartografia ufficiale cinese, Mattarella e Xi hanno ribadito la sua rilevanza nel progetto.

L’Italia ha le caratteristiche geografiche e le risorse per essere un punto di approdo privilegiato per i flussi commerciali che scorreranno lungo le Nuove vie della seta, in particolare sulla rotta marittima. Per trasformare i propositi in realtà è necessario proporre un progetto sistemico che integri i porti e la rete ferroviaria italiana e ampli le loro capacità di trasporto merci. In questa fase, gli scali marittimi del Nord (Trieste, Venezia e Genova in primis) sono tra i più propositivi e stanno già interagendo con alcune controparti cinesi.

Infine, la globalizzazione. La Bri punta ad “abbracciare” l’Eurasia per terra e per mare e necessita di un mondo aperto, inclusivo. La Cina auspica che l’Unione Europea non si disintegri (Pechino non ha certo gradito Brexit) e spera che l’Italia possa svolgere il ruolo di mediatore con Bruxelles.

In particolare, vorrebbe che l’Ue le riconosca lo status di economica di mercato sin qui negato.

Per l’Italia, la Bri e la mediazione Cina-Bruxelles sono due occasioni da non perdere per acquisire un ruolo preponderante a livello internazionale e, soprattutto, sviluppare una visione strategica di lungo periodo. La partecipazione al forum Bri di maggio a Pechino pare pertanto una tappa obbligata.

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