La Cina resterà vicina

Le prime righe della mia analisi dal numero di Limes “L’agenda di Trump”. 

La vittoria di Trump è stata apprezzata da molti cinesi, nonostante le critiche dei media. Le autorità non vogliono lo scontro, sicure che The Donald tornerà sui suoi passi. L’isolazionismo di Washington gioverebbe solo a Pechino, non invece la pace con Mosca.

La Cina ha seguito attentamente le elezioni americane culminate con la vittoria di Donald Trump. Il successo dell’»imprevedibile» Telangpu (il nome del nuovo presidente in mandarino) è stato accolto con piacere da larga parte dei cinesi, criticato dalla stampa come simbolo dei «mali» della democrazia e registrato con qualche sospetto da Pechino.

Gli abitanti della Repubblica Popolare non conoscono bene i meccanismi del sistema elettorale statunitense. Né riescono oggi a calarsi nel contesto culturale americano, profondamente diverso da quello cinese. Inoltre, la loro percezione è condizionata dai media nazionali, i quali in più occasioni hanno accusato la politica americana di essere mossa dal denaro e dai capitalisti [1]. A tale prospettiva ha forse contribuito la serie televisiva House of Cards, che inscena giochi di potere tra Casa Bianca e Congresso [2] ed è seguita da milioni di cinesi, funzionari di alto rango del Partito comunista cinese (Pcc) inclusi.

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