Cina e Vaticano si accordano sulla nomina dei vescovi

Il 22 settembre Cina e Santa Sede hanno sottoscritto un importante accordo provvisorio.

In sintesi:

  1. riguarda la nomina dei vescovi in Cina, argomento su cui da tempo sono in conflitto l’autorità del Vaticano e di Pechino.
  2. prevede la “riammissione nella piena comunione ecclesiale dei rimanenti vescovi ‘ufficiali’ cinesi ordinati senza mandato pontificio.
  3. non implica l’apertura delle relazioni diplomatiche tra Repubblica Popolare e Santa Sede, che oggi riconosce la sovranità di Taiwan.

Tre considerazioni geopolitiche sul riavvicinamento in corso:

  1. Cina (1,4 miliardi di abitanti) e Chiesa (1,3 miliardi di battezzati nel mondo) hanno entrambe aspirazioni imperiali, seppure ciascuna a modo proprio.
  2. L’accordo può rafforzare il soft power della Repubblica Popolare in un periodo di particolare pressione esogena. Pechino sta affrontando la guerra commerciale con gli Usa, le critiche internazionali circa il rispetto dei diritti umani nel Xinjiang e quelle sugli effetti negativi della Belt and Road Initiative (Bri, o nuove vie della seta) sui paesi che vi prendono parte.
  3. Il Vaticano punta nel lungo periodo ad ampliare il numero di fedeli in Asia e l’accordo con la Cina (dove vivono 1.4 miliardi di abitanti) potrebbe favorire tale dinamica.

 

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