Chi non vorresti come paese vicino? La Cina e il sondaggio geopolitico

Il quotidiano cinese Huanqiu ha proposto un interessante sondaggio ai netizens cinesi dal titolo “Scegli i paesi vicini”. Come si vedrà, dai suoi risultati si possono sviluppare alcune considerazioni geopolitiche.

Dettaglio di una delle due carte pubblicate da Huanqiu per descrivere il sondaggio. Per vederla per intero scorri a fine pagina.

Le domande cui gli utenti del Web nell’Impero del Centro dovevano rispondere erano tre: 

 
1. Come vorresti fossero i paesi vicini? 
2. Se fossi Dio per un giorno, come organizzeresti i paesi vicini della Cina? 
3. Se fossi Dio per un giorno, quali paesi collocheresti vicino alla Cina? 
 
I partecipanti al sondaggio, che avevano a disposizione una serie di risposte predefinite, sono stati oltre 200 mila. Alla prima domanda, la maggior parte degli utenti (12.600) hanno risposto che i paesi vicini dovrebbero essere “stabili” (wending); oltre 11 mila hanno detto che dovrebbero essere “amichevoli verso la Cina”. 
 
Alla seconda domanda, circa 13 mila hanno indicato il Giappone come paese da “allontanare” (nouzou) dai confini cinesi. 
 
A pesare sulla scelta dei netizens è stato ovviamente l’antagonismo storico tra Cina e Giappone e la disputa tra Tokyo e Pechino per la sovranità sulle isole Senkaku/Diaoyu nel Mar Cinese Orientale. Nel 2013 la Repubblica popolare ha realizzato una Zona d’identificazione per la difesa aerea (Adiz), che si sovrappone parzialmente a quella nipponica e copre l’arcipelago. 
 
Nella lista dei paesi da “allontanare”, troviamo poi Filippine (oltre 11.670 voti), Vietnam, (11.620), Corea del Nord (circa 11 mila), India (circa 10.400), Afghanistan (circa 8.500) e Indonesia (circa 8 mila). 
 
Il parere negativo verso i primi due è legato alle dispute nel Mar Cinese Meridionale. I governi di Manila e Hanoi sono i più critici verso la politica di Pechino, che rivendica la sovranità su circa l’80% di questo bacino d’acqua ricco di petrolio, gas e snodo delle rotte commerciali marittime dirette verso la Repubblica popolare. 
 
Cina, Vietnam, Filippine, Malaysia e Taiwan stanno costruendo isole artificiali per scopi militari e civili negli arcipelaghi Spratly e Paracel. La Repubblica popolare conduce questa attività con più intensità rispetto agli altri paesi. 
 
Le Filippine hanno recentemente ottenuto che la Corte permanente di arbitrato presso L’Aia si occupi della disputa marittima con la Cina. Manila ha anche consolidato il rapporto con gli Usa, cui concederà l’uso di 8 basi militari sul suo territorio. Questo provvedimento era incluso in un accordo di sicurezza di cui ieri la corte suprema filippina ha dichiarato la costituzionalità. 
 
Il voto negativo alla Corea del Nord (posizionatasi prima addirittura dell’India) è rilevante. I rapporti tra Pechino e Pyongyang stanno peggiorando e il governo cinese ha recentemente mostrato la propria contrarietà all’ennesimo test nucleare condotto dal regime di Kim Jong-un, che contribuisce a destabilizzare la regione.
 
La Corea del Nord è tuttavia geostrategicamente fondamentale per l’Impero del Centro. Questo paese funge da cuscinetto tra Cina e Corea del Sud, alleata degli Usa. Pechino vorrebbe una Pyongyang minacciosa ma mai concreta, tale da preservare lo status quo. Il sondaggio evidenzia che i cittadini cinesi hanno una visione sempre più negativa dell’alleato per via della sua instabilità. 
 
L’antipatia verso l’India non sorprende visto la contiguità geografica, le aspirazioni regionali dei due paesi e le periodiche schermaglie di confine sull’Himalaya. 

Né stupisce il fatto che i cittadini cinesi abbiano conseguentemente indicato il Pakistan come primo tra i paesi che possono “restare” (liuxia). Su tale scelta pesa l’alleanza Pechino-Islamabad contro Delhi. La Russia, partner cinese in chiave anti-Usa, rientra solo come undicesima in questa categoria. Del resto è pur sempre un rivale strategico della Cina.
 
Il parere negativo verso l’Afghanistan potrebbe dipendere dall’instabilità interna e dalla presenza in questo paese di organizzazioni terroristiche, che sono tuttavia presenti anche sul territorio pakistano. 
 
Il voto contro l’Indonesia, sostengono degli analisti intervistati da Huanqiu, potrebbe dipendere dalle discriminazioni e le violenze subite in passato dai cinesi in questo paese. 
 
Tra i paesi che i cinesi vorrebbero “far subentrare” (banlai) a quelli da “allontanare” vi sono: Svezia (9 mila voti) Nuova Zelanda, Germania, Maldive, Singapore, Norvegia e Thailandia. 
 
La maggior parte di questi Stati sono caratterizzati da benessere economico e buoni rapporti diplomatici con la Cina. 

Vale la pena evidenziare che Taiwan non rientra nel sondaggio, in quanto Pechino la considera ancora una regione della Repubblica popolare cinese. 
 
Osservando la ricerca nel suo complesso, pare chiaro che le scelte dei netizens cinesi sono influenzati non solo dall’effettiva stabilità dei paesi vicini, ma anche dai rapporti geopolitici che l’Impero del Centro intrattiene con essi.
Il sondaggio su carta: nella prima, in viola, i paesi che i cinesi vorrebbero “allontanare”; nella seconda quelli che vorrebbero “far subentrare”. Fonte: Huanqiu.com 

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